Controllo di Gestione Aziendale: ecco 5 motivi per cui ogni imprenditore deve implementarlo
Introduzione: cos’è davvero il controllo di gestione
L’imprenditore spesso cerca di evitare di affrontare il tema del “controllo di gestione” perchè pensa che sia un argomento per imprese multinazionali con bilanci milionari, che siano necessari software complicatissimi pieni di grafici incomprensibili, o lo confonde con la consulenza ordinaria del commercialista che molto spesso ha l’incarico professionale per redigere i bilanci di fine anno e le dichiarazioni fiscali.
Il problema è che le aziende navigano a vista
La verità è molto diversa: il controllo di gestione non è un lusso, ma una necessità. È semplicemente lo strumento che ti permette di sapere, in ogni momento, come sta andando davvero la tua azienda e risponde alla domande come: Quanto devo fatturare quest’anno per guadagnare € 100.000,00? – Quali sono i miei costi fissi mensili? – Quante tasse pagherò quest’anno? – Se il mio fatturato cala del 10% rischio una crisi o no?
Il controllo di gestione è come il cruscotto di un’auto: non serve a farti guidare, ma senza rischi di andare fuori strada. Ogni giorno prendi molte decisioni imprenditoriali: quale è il prezzo a cui vendere, se assumere o no un nuovo collaboratore, se acquistare un macchinario o un’attrezzatura, ecc. – e senza dati numerici ti affidi solo all’istinto. L’istinto è importante, ma i numeri sono la bussola che ti permette di confermare o correggere la rotta.
Molti imprenditori in Italia vivono esattamente così: lavorano sodo, producono, vendono, pagano fornitori e stipendi, ma non hanno strumenti per sapere se stanno davvero guadagnando, se potranno investire, se riusciranno a pagare le banche a fine mese.
In questo articolo di oggi voglio elencare I principali 5 motivi per cui un imprenditore deve introdurre il controllo di gestione aziendale.
1 – Conoscere davvero la redditività della tua azienda
Molti imprenditori guardano solo il fatturato, o il saldo in banca, come indicatore di successo. ‘Ho fatturato un milione quest’anno, sono contento!’. Ma la vera domanda è: quanto ti è rimasto di utile in portafoglio?
Il saldo in banca è in crescita, molto bene. In quella data e in quel giorno quanti sono i debiti aziendali? Se sono in crescità anche quelli è un pò un problema.
Il controllo di gestione ti aiuta a capire quali prodotti, servizi o clienti ti fanno guadagnare davvero e quali invece ti stanno prosciugando risorse.
Esempio pratico: un ristorante può fatturare € 500.000,00 l’anno. Bello, no? Ma se il costo delle materie prime è il 40%, il personale assorbe un altro 35%, e tra affitto e utenze se ne va un altro 15%, il margine si riduce drasticamente. Magari a fine anno resta poco o nulla. Infatti il 10% di rendimento lordo non può giustificare l’elevato rischio di impresa del settore.
Il controllo di gestione serve anche a calcolare il margine di contribuzione (ti consigli di leggere anche gli altri articoli che ho scritto sul tema): cioè quanto resta di ogni euro fatturato dopo aver tolto i costi variabili. Solo conoscendo questo numero puoi sapere se l’attività è sostenibile.
Senza questi dati, rischi di lavorare tanto per guadagnare poco. Con il controllo di gestione riuscirai a:
– Eliminare i prodotti/servizi poco redditizi;
– Alzare i prezzi dove necessario;
– Concentrarti su ciò che porta vero profitto.
È la differenza tra un’azienda che cresce con solidità e una che cresce solo sulla carta.
2 – Prevenire crisi aziendali e problemi di liquidità
Uno dei grandi errori è confondere utile e liquidità. Ti sarà capitato: chiudi il bilancio in utile, eppure in banca non ci sono i soldi per pagare fornitori e dipendenti. Come mai? Perché utile ≠ cassa.
Puoi avere clienti che ti pagano a 90 o 120 giorni, fornitori che devi saldare subito, rate di mutuo da rispettare. Il risultato? Sei formalmente ‘in utile’ ma vivi in costante emergenza di liquidità.
Il controllo di gestione ti permette di:
– Monitorare i flussi di cassa futuri;
– Sapere con anticipo quando ci sarà tensione finanziaria;
– Agire prima, negoziando con banche e fornitori.
Le aziende non falliscono perché non hanno clienti. Falliscono perché restano senza soldi in cassa. Con il controllo di gestione eviti di arrivare all’ultimo minuto, quando ormai le banche non ti danno più credito.
3 – Prendere decisioni consapevoli (non a istinto)
Ogni giorno prendi decine di decisioni. Alcune piccole, altre molto importanti: assumere una persona, aprire una nuova sede, abbassare i prezzi per conquistare un cliente, investire in pubblicità.
Se decidi ‘a sensazione’, puoi azzeccare qualche scelta. Ma sul lungo periodo diventa rischioso. Il controllo di gestione ti fornisce KPI (Key Performance Indicators), cioè indicatori chiave che ti dicono come sta andando l’azienda.
Alcuni esempi semplici e utili per una PMI:
– Margine Operativo Lordo (MOL) e Reddito Operativo (EBITDA);
– Margine di contribuzione per prodotto;
– ROI, ROE e ROS
– Capitale circolante netto operativo;
– Produttività per dipendente;
– Incidenza dei costi fissi sui ricavi.
Con questi numeri puoi valutare in modo oggettivo le tue decisioni. Non è teoria: è pratica pura. Un imprenditore con controllo di gestione non improvvisa: sa che ogni scelta ha conseguenze e le misura con dati concreti.
4 – Crescere e ottenere credito dalle banche
In un mondo dove banche e investitori guardano con attenzione ai numeri, presentarsi con un semplice bilancio non basta più. Oggi chi eroga credito vuole vedere programmazione: business plan, report periodici, previsioni di cassa.
Un’azienda che dispone di un controllo di gestione serio:
– Dimostra affidabilità;
– Fa percepire professionalità;
– Aumenta la possibilità di ottenere fidi e finanziamenti, e soprattutto a basso costo.
Le banche non amano l’incertezza. Se tu arrivi con numeri chiari, proiezioni attendibili e spiegazioni logiche, avrai sempre più possibilità di essere finanziato. Anche potenziali soci o investitori si fidano di più di un’impresa che sa leggere e raccontare i propri numeri. Il controllo di gestione diventa quindi una leva di crescita.
5 – Dormire sonni tranquilli
Fare impresa è faticoso. L’imprenditore è spesso l’ultimo ad andare via la sera e il primo ad arrivare la mattina. Le preoccupazioni non finiscono mai: dipendenti, clienti, fornitori, scadenze fiscali.
Molti imprenditori vivono con un’ansia costante: ‘Ci saranno i soldi per pagare a fine mese?’ ‘Questo investimento andrà bene o mi porterà nei guai?’
Il controllo di gestione non elimina i problemi, ma ti dà consapevolezza. Sai dove stai andando, sai cosa funziona e cosa no, sai quando ci sarà un problema e puoi muoverti in anticipo.
E questa consapevolezza vale oro. Vuol dire non vivere nell’ansia continua, ma con la serenità di avere il volante in mano.
Ecco un Caso studio: Sergio da imprenditore in affanno a conducente della sua azienda
Sergio è un artigiano e imprenditore di seconda generazione. Ha ereditato l’azienda di famiglia, una piccola officina meccanica che negli anni è cresciuta fino a diventare una realtà con 15 dipendenti e un fatturato di circa 2 milioni di euro.
Da fuori sembrava una storia di successo: macchinari sempre in funzione, ordini continui da clienti storici, nuovi progetti che entravano in officina ogni mese. Eppure, Sergio viveva con un peso costante.
Ogni sera, quando spegneva le luci dell’azienda, si chiedeva: “Perché, con tutto questo lavoro, in banca i soldi non bastano mai?” – “Come mai a fine mese, tra stipendi, fornitori e mutui, resto sempre con allo stesso punto?”
La verità è che Sergio, come tanti imprenditori italiani, navigava a vista. Guardava il fatturato come unico indicatore di salute aziendale. Più cresceva, più pensava che le cose andassero bene. Ma non sapeva distinguere tra ciò che gli portava davvero guadagno e ciò che, in silenzio, lo stava trascinando verso la crisi.
La svolta arrivò quando, su consiglio di un amico, ha deciso di implementare con il nostro studio un sistema di controllo di gestione. All’inizio era diffidente: “Sarà l’ennesima complicazione, io non ho tempo per numeri e grafici.” Ma presto si rese conto che non si trattava di complicare, bensì di semplificare la sua vita.
I numeri iniziarono a raccontargli una storia diversa:
- Scoprì che il 20% dei suoi clienti generava perdite occulte: tanto lavoro, tanta fatica, ma margini inesistenti. Vide chiaramente quali commesse erano davvero redditizie e quali invece gli prosciugavano risorse.
- Il suo margine era completamente assorbito dai costi variabili (materie prime e lavorazioni di terzi), ha introdotto strategie che hanno ottimizzato sia la redditività che la gestione delle commesse;
- Capì perché la liquidità mancava: tempi di incasso troppo lunghi a fronte di pagamenti anticipati ai fornitori. Si riusciti a finanziare l’azienda con gli il ciclo commerciale e abbiamo ridotto i costi delle banche.
Per la prima volta Sergio ebbe un cruscotto davanti agli occhi: un sistema semplice che gli mostrava in tempo reale come stava andando la sua azienda, dove guadagnava, dove perdeva, e come sarebbero stati i flussi di cassa nei mesi successivi.
Il risultato?
- Tagliò rapporti con clienti che non generavano valore;
- Rinegoziò i contratti con i fornitori;
- Inizio ad utilizzare e controllare il margine di commessa;
- Ha abbassato l’utilizzo dell’anticipo fatture e del SBF.
Ma soprattutto, Sergio smise di vivere nell’ansia quotidiana. Non si sentiva più vittima degli eventi, ma capitano della sua nave, con strumenti concreti per prendere decisioni sicure.
Oggi continua a lavorare tanto, come tutti gli imprenditori, ma con una differenza enorme: sa dove sta andando. Ha recuperato serenità, può guardare al futuro con fiducia e, soprattutto, ha trasformato un’impresa che rischiava di “crescere solo sulla carta” in una realtà solida, redditizia e credibile anche agli occhi di banche e partner.
Conclusione
Abbiamo visto i 5 motivi fondamentali per cui ogni imprenditore deve implementare il controllo di gestione: conoscere la vera redditività, prevenire crisi e problemi di liquidità, prendere decisioni consapevoli, crescere e ottenere credito e infine dormire sonni tranquilli, ma soprattutto come Sergio ha cambiato la gestione della sua azienda attraverso il controllo di gestione aziendale.
Il filo rosso che li unisce è uno solo: consapevolezza. Il controllo di gestione non è un costo, ma un investimento. È lo strumento che ti permette di guidare l’azienda e non subirla.
Un caro saluto e buon’impresa,
Dott. Salvatore Di Letizia
Dottore Commercialista
Consulente d’impresa